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Il giardino ritrovato

Nel cuore della Vega di Milis, il giardino storico di Villa Pernis-Vacca torna a vivere. Nato nei primi del Novecento, questo agrumeto disegna ancora oggi filari ordinati, prospettive verdi e stagioni scandite dal profumo della zagara.

Durante Primavera in Giardino (14/15 marzo 2026) , questo spazio diventa un luogo di incontro: vivaisti, studiosi, appassionati, famiglie e bambini attraversano lentamente i viali, tra conversazioni, scoperte e piccoli gesti di cura.

 

La voce della poesia fra i rami degli aranci

Durante queste due giornate, in un angolo appartato del giardino, quasi nascosta tra gli alberi, si potrà incontrare un'esperienza inattesa: diciassette canti de Il Giardiniere di Tagore, diffusi tra le chiome degli agrumi, interpretati da Nino Campisi del Teatro del Navile.

Tra luce, foglie e frutti, la poesia torna a essere ciò che è sempre stata: un dialogo silenzioso tra l'essere umano e la natura.

 

Storia del luogo

La coltura degli agrumi a Milis ha radici antichissime: furono i monaci camaldolesi, nel XII secolo, a introdurre la coltivazione degli agrumi in questa fertile pianura del Campidano oristanese, nella cosiddetta Vega — termine di origine spagnola per indicare un terreno ricco d'acqua.

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Il complesso di Villa Pernis-Vacca risale ai primi anni del Novecento, su iniziativa dell'ingegner Benvenuto Pernis, possidente piemontese che scelse Milis per fondare un importante allevamento di cavalli destinati all'esercito regio — da lui nacque l'incrocio angloarabo-sardo. La villa, costruita in stile Liberty con cemento e ghisa, conserva all'interno magnifici soffitti affrescati con motivi floreali.
— Monica Ortu, Sindaca di Milis

Nel 1926, alla morte di Pernis, il complesso fu acquistato dall'agrumicoltore locale Cosimo Vacca, che trasformò le aree adibite a maneggio in un ampio agrumeto con le specie tradizionali del territorio, tra cui la pompia — varietà endemica segnalata già nel Settecento.

Oggi Villa Pernis-Vacca appartiene al Comune di Milis, restaurata grazie ai fondi del PNRR e restituita alla comunità.

 Servizio di RAI News

 

Rabindranath Tagore

Il Giardiniere è un poema d'amore in unità con l'universo. Non solo l'amore per una donna, ma l'amore in generale: verso gli uomini, la Terra, il mondo, la vita. È un poema spirituale sotto le spoglie di una lirica d'amore.

Per Tagore non c'è separazione tra corpo e spirito; entrambi sono ugualmente belli e reali. Partendo dalla contemplazione della natura, ne ricercò fortemente l'armonia e la bellezza, pur riconoscendone i volti cupi e l'ineluttabilità della sofferenza.

Scrisse moltissime opere, che tradusse egli stesso in inglese. Gitanjali e Il Giardiniere sono i suoi capolavori. Nell'installazione si ascoltano 17 canti fra i più intensi dell'opera.

 

L'installazione sonora

Alberi Poeti è un progetto di installazioni sonore che innesta voci poetiche fra gli alberi di giardini e festival. Le poesie abitano gli alberi, le fronde diventano casse di risonanza, il paesaggio si trasforma in ascolto.

Ideazione e installazione sonora
Nino Iorfino
Sperimentatore multimediale, attivo dagli anni '70 in installazioni sonore in spazi naturali e urbani. Fondatore del progetto Alberi Poeti.

Voce recitante
Nino Campisi
Attore del Teatro del Navile (Bologna), interprete dei 17 canti de Il Giardiniere scelti per questo percorso.

 

 

(Foto di Gianluca Flore)